Cellulare alla guida: sequestro e ritiro della patente

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Cellulare alla guida: sequestro e ritiro della patente

Lo sappiamo già: è sufficiente dare una sbirciatina alle macchine che ti circondano mentre sei in fila al semaforo per capire che ormai siamo dipendenti dalla tecnologia…  C’è chi ammazza il tempo facendosi un selfie, chi scrive messaggini o li registra, chi controlla la mail, chi controlla i social: insomma a ciascuno il suo, ma di fatto è difficile resistere alla tentazione di controllare le notifiche anche mentre siamo alla guida.

Se consideri che per rispondere ad un SMS distogliamo l’attenzione dalla guida per una decina di secondi circa e che in questi dieci secondi a 50 km/h percorriamo circa 140 metri (più di un campo di calcio), ne convieni che possiamo solo parlare di gesto folle? E se fino ad oggi ti è andata bene, non vuol dire che sarà così per sempre.

Ritiro della patente per chi usa lo smartphone alla guida

Ritiro della patente per coloro che  guideranno con il cellulare: questa è la grande novità che dobbiamo aspettarci prima dell’estate. Chiunque digiti sul telefonino o parli senza l’uso di auricolare o bluetooth nel veicolo può finire davvero in un mare di guai. A oggi la pena è confermata solo per i recidivi, ossia per chi commette la stessa infrazione entro due anni dalla prima volta. Se la normativa dovesse passare così com’è, ci sarà dunque la sospensione della patentede facto: gli agenti che colgono in fragrante l’automobilista potranno ritirare direttamente la patente, mentre il prefetto deciderà il periodo della sospensione(comunque da uno a tre mesi). Inoltre non è previsto neanche lo sconto del 30% sulla multa se pagata entro cinque giorni, perché tale possibilità è legata alle contravvenzioni che non impongono la requisizione della patente). Questo è quanto proposto con il Decreto Legge 150/2017.

 

I dati sul numero degli incidenti stradali

Il Consiglio di Sicurezza Nazionale (NSC) ha diffuso i dati che mostrano dove il 27% degli  incidenti automobilisti sono stati causati dall’uso del telefono cellulare mentre si guida. In un’intervista alla CBNC nel 2016, l’amministratore delegato della NSC, Deborah Hersman, ha affermato che la percentuale di incidenti correlati all’uso del telefono cellulare ormai non ci sorprende più, dal momento che l’uso del cellulare al volante è diventato una prassi.

Anche la mania dei selfie è diventata un grave problema a livello di sicurezza stradale, in quanto sempre più persone decidono di scattarsi le  foto in corrispondenza di un treno o di un convoglio, rischiando spesso la vita e aumentando il numero di incidenti. C’è chi poi invece è intento a chiacchierare al telefono, inviare un messaggio o chattare su Whatsapp quando è per strada alla guida di un auto. Tutti questi comportamenti rappresentano un pericolo costante da non sottovalutare e da cercare di risolvere al più presto.

Secondo l’Aci “In Italia 3 incidenti su 4 sono dovuti alla distrazione“, quasi 1.200 vittime solo nei primi sei mesi del 2015, giusto per fare un esempio. “E cellulari e smartphone sono una delle cause principali”.

I casi e i costi delle sanzioni sono chiari, come recitano il comma 2 e 3 bis dell’articolo 173 del CdS, ma non sembrano preoccupare gli automobilisti indisciplinati:

comma 2

È vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle Forze armate e dei Corpi di cui all’articolo 138, comma 11, e di polizia. È consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie (che non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani).

comma 3-bis

Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa da pagamento di una somma da euro 161 a euro 646 e la decurtazione di 5 punti dalla patente. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, qualora lo stesso soggetto compia un’ulteriore violazione nel corso di un biennio.

 

Sicurezza stradale: l’esempio della Francia

In Europa, la prima nazione a provare questo tipo di approccio è la Francia, dove il Governo ha deciso di limitare in modo drastico le distrazioni in auto con multe molto severe per chi contravviene alle norme. L’invio di SMS al volante sembra essere la causa di un incidente su dieci: per questo è stato vietato l’uso del cellulare alla guida, anche con l’ausilio degli auricolari.

“Si vuole evitare che i conducenti si trovino isolati dall’ambiente esterno e perdano concentrazione” – questa la motivazione che sostiene l’operato delle pattuglie della sicurezza stradale, autorizzate a multare non solo gli automobilisti sorpresi alla guida con auricolare (multa prevista di 135 euro e 3 punti dalla patente), ma anche i motociclisti, gli scooteristi e addirittura anche i ciclisti.

 

La proposta italiana

Visto che dalla data di attuazione ad oggi, le multe imposte dal CdS non hanno sortito l’effetto voluto, l’ASAPS (Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale) ha avanzato la sua proposta shock: il sequestro della patente (da 1 a 3 mesi), già dalla prima contestazione, e il sequestro amministrativo del cellulare per un mese. Questa proposta dell’agosto 2016 sembra quindi aver trovato respiro oggi e per la prossima estate essere addirittura legge.

L’Associazione Familiari e Vittime della Strada ha nel frattempo rilanciato sulla pena, per voce del legale avv. Cesari, proponendo che, durante la guida, il cellulare stia “nella parte anteriore dell’abitacolo, nel cruscotto o dentro una borsa, in modo da impedire la lettura dei messaggi e la risposta a telefonate o messaggi durante la guida del mezzo”. Ma di questo non se ne parla ancora.

By | 2018-02-07T11:59:29+00:00 febbraio 7th, 2018|News|0 Comments